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Storie

Alle radici della filantropia

Dalla beneficenza al welfare di comunità: due secoli di storia.

Le origini

L’impegno filantropico della Cassa di Risparmio, principio e anima della sua storia, ha radici profonde.
Come i Monti di Pietà, sorti nel XV secolo, così le Casse di Risparmio, fondate nel corso dell’Ottocento, nascono come Istituti dotati di una doppia anima: quella creditizia e quella volta al mecenatismo.

L’inizio del XIX secolo è, del resto, un momento particolarmente prolifico per la nascita degli Istituti di nuova creazione, siano essi di natura commerciale, creditizia o, in generale, connessi alla tutela del risparmio: dalle banche popolari a quelle postali, dalle banche dell’agricoltura a quelle d’affari ecc.
Diversamente dalle banche, però, orientate maggiormente alle necessità produttive e agli scambi, le Casse di Risparmio rispondevano a istanze di carattere più sociale ed etico, influenzate dalle suggestioni illuministiche che ancora si respiravano e che avevano posto l’ideale filantropico al centro dell’azione.

- Decreto Reale di approvazione di costituzione in amministrazione autonoma della Cassa di Risparmio di Torino, seguito dal nuovo regolamento organico di quest'ultima.

Il processo di trasformazione

L’obiettivo principale perseguito dalle Casse di Risparmio delle origini – tra le prime, in ordine di tempo, quelle di Padova e Rovigo (1822), quella delle Province lombarde (1823), quella di Torino (1827) – era dunque quello di “favorire la formazione e la raccolta del piccolo risparmio a carattere previdenziale” con particolare attenzione alle classi meno abbienti. Accento speciale era posto inoltre sul reinvestimento di una parte degli utili per scopi di utilità sociale e civile, per favorire la crescita culturale delle comunità e promuovere lo sviluppo economico del territorio.

Oscillante tra beneficienza e credito e le relative sfere di appartenenza (gli enti religiosi da un lato, gli enti liberali e commerciali dall’altro) la natura delle Casse di Risparmio rimane sostanzialmente invariata, al netto di alcuni tentativi di riordino legislativo, fino alla fine del XX secolo.
È solo negli anni Novanta, a seguito del grande processo di trasformazione e ammodernamento del sistema bancario italiano e sulla scia delle indicazioni contenute nelle Direttive europee in materia creditizia, che l’assetto delle Casse di Risparmio subisce una profonda trasformazione.

L’eredità dell’ideale filantropico

In seguito a questa riforma, l’anima più propriamente filantropica viene separata da quella creditizia. A nascere sono così, da un lato, le Casse di Risparmio spa, imprese bancarie a tutti gli effetti e, dall’altro, gli Enti – oggi Fondazioni di origine bancaria – eredi della vocazione benefica delle Casse delle origini.

È alle Fondazioni, dunque, che vengono ri-assegnate le finalità di interesse pubblico – una sorta di “welfare di comunità” – che erano previste negli Statuti originari e nei quali rientrano, ancora oggi, tutte le azioni a favore dello sviluppo dei territori regionali in vari ambiti: istruzione, arti, conservazione e valorizzazione dei beni culturali e dell’ambiente, ricerca scientifica, sanità, assistenza. Settori che continuano a costituirne il fondamentale perimetro d’azione.

Nei fondi dell’archivio storico della Fondazione molti sono i documenti conservati che attestano l’impegno profuso dalla Cassa di Risparmio nel sostenere e promuovere il territorio piemontese e le attività che ne animavano la vita sociale e culturale.

- Diploma di medaglia d'oro assegnato alla Cassa di Risparmio di Torino dall'Esposizione Generale Italiana ed Internazionale di Elettricità in Torino (1898)

Il welfare di comunità

La bozza del verbale dell’adunanza della Commissione per le proposte di elargizioni di beneficenza alle Istituzioni del Comune di Torino del 1923 o la Proposta di assegnazione a scopo di beneficenza e pubblica utilità della Commissione di Segreteria del 1927 sono due esempi che mostrano la quantità e varietà di enti e ambiti coperti dal sostegno erogato puntualmente dalla Cassa di Risparmio, nel tempo.

Scorrendo il documenti si scopre che 35.000 lire erano la somma prevista per la Casa Benefica per giovani derelitti, 1.000 le lire per l’Istituto nazionale biblioteche del soldati, o ancora 10.000 lire per le colonie alpine e marine e via così.

- Registro delle elargizioni

I diplomi, le medaglie e gli attestati di benemerenza

La testimonianza della varietà di questi interventi è data in modo particolare dalla lettura dei fascicoli che conservano le immagini delle medaglie, degli attestati e dei Diplomi di Benemerenza ricevuti dall’Ente a ringraziamento dei contributi e del sostegno ricevuto.

Uno dei primi documenti conservati è a firma del Consiglio Direttivo della Casa Benefica per giovani derelitti nel 1894. Nata solo qualche anno prima (1888), come Casa di Ricovero, era stata fondata dal pretore e filantropo Luigi Martini che ne aveva eletto la prima sede presso la sua stessa dimora, in via Bellezia 4, a Torino. Convinto sostenitore dell’idea che tutti gli italiani avessero diritto a ricevere un’istruzione e una educazione, Martini aveva posto le basi di questo ente attivando un comitato promotore di importanti personalità cittadine. Con le somme raccolte, affittò i locali in via San Domenico 30, dove il 4 luglio 1889 aprì ufficialmente la Casa Benefica.

“Chiamai Casa l’Istituto che vagheggiavo nella mia mente e nell’anima perché parvemi esprimesse meglio il concetto d’un ricovero in cui aleggiasse l’affetto intenso, l’ambiente della famiglia. La qualificai Benefica perché tale doveva essere la sua missione e perché quell’aggettivo è dolce e pietoso”

- Luigi Martini

Nel 1889, a ricordo della costruzione di alcune abitazioni operaie in Torino, la Cassa di Risparmio riceve un attestato di riconoscenza dalla Società di Mutuo Soccorso e Previdenza Economica, sorta, come molte altre realtà simili alla fine del Settecento, come associazione volontaria in risposta alle necessità dei lavoratori meno abbienti, privi di tutela, previdenza e assistenza.

Del 1896 è invece il Diploma di Benemerenza ricevuto per il sostegno accordato alle necessità finanziarie della Croce Rossa, impegnata nell’assistenza sanitaria e sociale volontaria in tempo di pace e di guerra. Nata dalle Società Nazionali di Croce Rossa, istituite a Ginevra nel 1863, la CR nasce in realtà qualche anno prima, durante la Seconda guerra di indipendenza italiana: dopo la sanguinosa battaglia di Solferino (1859), nel vicino comune di Castiglione delle Stiviere, sede del locale ospedale, si era venuto a trovare l’umanista e filantropo svizzero Jean Henry Dunant che, colpito dalla inadeguatezza delle forze in campo per curare i feriti, aveva maturato l’idea di creare un corpo di infermieri volontari per sostenere la sanità militare, senza distinzione di bandiere.

- Diploma di benemerenza conferito alla Cassa di Risparmio di Torino dalla Croce Rossa Italiana, 1896

Le altre fasce sociali “deboli”

In ambito del sostegno agli ex combattenti, la Cassa di Risparmio di Torino aveva ricevuto nel 1900 l’attestazione di Benemerenza dal Comizio Primario dei Veterani. Sorto a Torino nel 1875, il Comizio – la cui presidenza onoraria, in maniera strumentale e simbolica, era stata offerta in Piemonte a Vittorio Emanuele II -– era stato voluto dagli ex soldati piemontesi delle campagne militari del 1848-49 e contava quasi 5.000 iscritti.

Ancora, nel 1913, l’Istituto nazionale per le biblioteche dei soldati nominava la Cassa di Risparmio di Torino socio benemerito. L’Istituto, fondato a Torino nel 1908, era nato da una costola del Consorzio nazionale per le biblioteche; tra le sue attività, primeggiava la spinta data alla nascita delle piccole realtà municipali nei rioni periferici della città.

- Nomina della Cassa di Risparmio di Torino a socio benemerito dell'Istituto Nazionale per le biblioteche dei soldati, 1913

Nel raggio d’azione della Cassa di Risparmio rientravano anche le azioni a sostentamento dei lavoratori emigrati. Ne è un esempio la nomina dell’Ente, nel 1917, come socio promotore dell’Opera Bonomelli che, dall’inizio del secolo, sosteneva gli operai italiani “in Europa e nel Levante”. L’Opera, di fatto un’associazione a carattere misto religioso/laico, rispondeva allo scopo di fornire supporto agli emigrati, e si occupava di sicurezza sociale, infortuni sul lavoro, collocamento, contratti, tutela di minori, mensa, in termini sia di assistenza e patronato sia di conforto morale e religioso. Grazie a questa doppia anima, l’associazione si era guadagnata appunto il sostegno della filantropia privata laica, piemontese e lombarda.

Anche in tema di educazione la Cassa di Risparmio si era distinta per il ruolo primario dato al sostegno delle attività territoriali: non a caso il Patronato per gli Alunni delle scuole elementari municipali gli conferì nel 1921 il Diploma di socio fondatore. I patronati a supporto dei bambini di materne ed elementari erano stati istituti circa dieci anni prima, ed erano stati resi, per legge, obbligatori in tutti i comuni del Regno. A Torino il Patronato era nato nel 1897 per divenire Ente Morale nel 1911. I volontari che ne componevano la struttura, tramite lasciti, contributi e raccolta fondi, aiutavano il patronato a sopperire alle esigenze dei destinatari: fornitura di materiale scolastico e di vestiario, assistenza per la ristorazione, per il pre e post scuola, colonie marine o montane.

- Nomina della Cassa di Risparmio di Torino a socio promotore dell'Opera Bonomelli di assistenza agli italiani emigrati in Europa, 1917
- Diploma di socio fondatore conferito alla Cassa di Risparmio di Torino dal Patronato per gli alunni delle scuole elementari municipali, 1921

Oltre che rappresentare una puntuale rassegna della varietà e della quantità di atti a sostegno dei bisognosi e delle associazioni assistenziali e culturali che, a vario titolo, se ne prendevano cura, gli attestati e i Diplomi costituiscono un ricco e variegato corpus artistico che testimonia l’evoluzione della tecnica litografica e dell’iconografia.

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